L'erba contro la peste
Qualche secolo fa, gli abitanti della regione di Soletta erano ripetutamente afflitti dalla peste. La gente non sapeva come proteggersi dalla malattia. Alcuni fuggivano in luoghi sperduti nei dintorni, altri pregavano e speravano nell’aiuto dei santi. Si racconta così che una volta una donna anziana salì su una montagna vicino a Olten per mettersi al sicuro dalla malattia. Era già molto debole e all’improvviso le sembrò di vedere un pastore che pascolava le pecore in cima alla collina. Le sembrò che lui indicasse un albero che si trovava lì vicino. La donna si avvicinò all'albero e vide un uccellino appollaiato su un ramo. Cantava e cinguettava meravigliosamente e all'improvviso alla donna sembrò che l'uccello avesse un messaggio per lei, perché cantava:
Tirili, tirilli
Bevi agrimonia
E non morirete mai
Tirili, tirilli
La donna si guardò intorno e, in effetti, sotto l’albero cresceva l’agrimonia. Ne raccolse un po’, mise l’erba nel grembiule e cercò con lo sguardo l’uccello. Ma era volato via. E il pastore con le sue pecore? Sembrava improvvisamente incamminarsi verso il cielo e le pecore si trasformarono in nuvole.
“Era un segno del cielo”, pensò la vecchia. Portò l’agrimonia ai malati e, in effetti, guarirono e finalmente il terribile periodo della peste era superato.
«Deve essere stato un angelo ad apparire alla vecchia», dissero le persone e da allora chiamarono la montagna Engelberg
Quelle: P. Keckeis, M. Kully, Sagen der Schweiz. Solothurn, Zürich 1987.Neu erzählt von D. Jaenike, nach: Die Pest in Olten, Übers. C. Saputelli© Mutabor