Verspotte nicht die Tiere der Nacht
Quelle: Credenze popolari nel Canton Ticino, Vittore Pellandini, neu übersetzt von Andrea Hofman
Non deridere gli animali della notte
Una volta c'era un pastore che era seduto di fronte alla sua capanna e mangiava la polenta con il latte. Disturbato dalla civetta, che svolazzava avanti e indietro, il pastore gridò allo stesso modo. All'improvviso ci pensò su e gridò:
« Civetta sei tu
Civetta son io
se vuoi favorire
qua devi venire »
Ma non appena queste parole gli uscirono dalle labbra, un omone alto con la testa di una civetta si mise di fronte a lui. Con una voce potente che avrebbe fatto tremare i più coraggiosi, disse: «Mi hai chiamato. Cosa mi dai da mangiare?»
Stupito, il pastore gli porse una scodella di polenta con latte. Il momento successivo era vuoto. "Ho fame, cosa mi dai?" Ruggì il mostro. Il pastore doveva dare tutto ciò che aveva e tutto veniva divorato dalla civetta con avidità selvaggia: formaggio, burro, pane, farina, sale, zucchero, riso, salsicce. Più divorava, più aveva fame. Quando non c'era più niente da mangiare, il pastore disperato indicò la stalla. "Mangia il maiale, le capre e le mucche!" Tutti gli animali sono stati divorati ad eccezione di una mucca. Il mostro non poteva mangiarla c'era un’ immagine della Madonna sulla sua campana. Quindi l’uomo civetta si voltò verso di lui e gridò: "Fame! Fame! Allora ti mangerò e basta! »
Nella sua terribile paura, il pastore strappò una croce dal muro e gridò: "Gesummaria aiutatemi!"
Ci fu un urlo sconvolgente, un lampo usci dal corpo del mostro e nel momento successivo la civetta scomparve. Il pastore cadde privo di conoscenza a terra. Quando si svegliò, tutto era tornato al suo posto, gli animali erano di nuovo nella stalla. Ma da quella notte, il pastore ha fatto attenzione a non deridere di nuovo un animale notturno.