Mutabor Märchenstiftung

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La vasca da bagno di Gargantua

Land: Schweiz
Kanton: Genf
Kategorie: Sage

Gargantua era cresciuto bene, era diventato un gigante, dotato di una forza tale da smuovere le montagne. Ovunque andasse, raccoglieva pietre e le lanciava a casaccio nel paesaggio, quasi come facevano un tempo gli dei greci quando giocavano a puck. Una volta decise di fare una passeggiata fino a Ginevra. Durante il tragitto gli venne un mal di denti. Si strappò i canini e li lanciò sui monti Sassenage nell'Isère, dove si possono vedere ancora oggi. Poi gli fece male anche un molare. Lo gettò a terra, dando così origine al massiccio della Chartreuse.

Gargantua cavalcava una cavalla gigantesca, che gli aveva regalato il re di Numidia. Era grande quanto quattro elefanti. Mentre cavalcava con lei attraverso i boschi della Beauce, lei voleva scacciare le vespe e i calabroni con la coda. Ma poiché era così grande, spazzò via anche tutti i boschi e rimase un paesaggio piatto come una frittella.

 

Era estate, il sole picchiava forte dal cielo e i contadini raccoglievano il fieno. A Gargantua faceva troppo caldo, aveva voglia di fare un bagno, ma non c'era spazio sufficiente da nessuna parte per potersi sdraiare nell'acqua. Il gigante iniziò a scavarsi una vasca da bagno, e così nacque il letto del Rodano. Scavò e scavò, gettando la terra lontano dietro di sé, e lì giace ancora oggi ammucchiata tra Annemasse e St. Julien.

I contadini, che falciavano l'erba sulla collina di Saint-Gervais di fronte, osservavano lo spettacolo e non mancarono di stupirsi quando le colline di terra e pietre divennero sempre più alte. «Ehi!, le montagne crescono!», gridarono. Gargantua aveva già allargato il letto del Rodano fino a Hermance.

«Diventa sempre più grande!», gridarono i contadini. Il gigante però continuò a scavare, presto giunse a Yvoire, a Nyon, poi a Losanna... «Sempre più grande!», si meravigliavano i contadini. Quando il gigante arrivò a Le Bouveret, essi batterono le mani e applaudirono.

«Ora la vasca da bagno è abbastanza grande», si disse Gargantua, poiché ora era sorto un grande lago, il Lago di Ginevra, e sulla riva, sul Salève, le pietre si accumulavano per oltre mille metri di altezza! Gargantua fece il bagno e si lavò nel nuovo lago, poi si stancò. Si sedette sull'enorme cumulo di terra e schiacciò la montagna con il sedere, a tal punto che si aprì una gola tra il piccolo e il grande Salève.

Ora Gargantua aveva voglia di far rimbalzare qualche sasso sull'acqua. Prese alcuni sassi rotondi e li lanciò in mezzo al porto di Ginevra. Si possono vedere ancora oggi, sono i sassi di Niton. Un sasso però andò completamente fuori bersaglio. Andò a finire nei pressi di Thonex, è il Pierre à Bochet. «Credo che ora sia meglio che me ne vada…», pensò Gargantua e se ne andò. Rimase il paesaggio intorno a Ginevra e ora sapete perché ha quell’aspetto.

Fassung: Djamila Jaenike, nach: C. Vellas, Légendes de Genève et du genevois, Genève 2007, Übersetzung….© Mutabor Verlag